Cultura della Natura

Educazione alla Salute

 

Lo stress: conoscerlo per limitarne i danni stress

stress 

L ‘aiuto dal mondo vegetale.

a cura della Dott.ssa Elisa Scattolin

Stress è un termine usato ed abusato nella nostra società frenetica occidentale; ne parliamo spesso, ad esso attribuiamo molti dei nostri disturbi, a ragione molto probabilmente, senza forse  conoscere le implicazioni anche profonde che uno stile di vita costantemente sotto il carico di stimoli stressogeni potrebbe avere a lungo andare sul piano fisico.

Stress significa “sforzo” e può essere definito come la sommatoria delle reazioni messe in atto dall’organismo per superare qualunque stimolo negativo di origine esterna o interna; questi stimoli sono definiti “stressor” e possono essere di natura diversa: fisici (rumore, luce, calore, freddo…), chimici (additivi, conservanti, coloranti, inquinanti…), biologici (virus, batteri, parassiti …), psicosociali (conflitti nell’ambiente di lavoro, tensioni familiari...).

Esiste lo stress costruttivo, essenziale alla vita, mediante il quale l’organismo affronta gli avvenimenti quotidiani, essenzialmente attraverso la secrezione di ormoni che innescano una risposta di adattamento; infatti non sarebbe possibile vivere senza sapersi adattare continuamente ai cambiamenti esterni di qualsiasi natura e riuscire così ad evolvere; ma esiste anche il cosiddetto Distress o stress cronico, quello pericoloso, che, se protratto nel tempo, porta a modificazioni metaboliche e all’insorgenza di vere e proprie patologie.

La reazione dell’organismo agli stimoli stressanti si sviluppa in tre fasi successive: allarme, resistenza, esaurimento. Bisogna quindi riuscire a comprendere quando è il momento giusto di staccare la spina, di fermarsi e ridurre quanto meno l’intensità degli stimoli stressogeni. Ognuno ha una soglia di tollerabilità diversa allo stress, ma i meccanismi biologici che ne stanno alla base sono gli stessi: il sistema nervoso simpatico viene massicciamente attivato, quindi ne consegue una secrezione di adrenalina e noradrenalina da parte della midollare surrenale e l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene con la secrezione dell’ormone cortisolo.

L’aumento di cortisolo (che si trasforma in cortisone) inibisce il sistema immunitario, da cui deriva una immunodepressione che causa una minor resistenza fisica all’attacco di virus, batteri e funghi; ma esistono innumerevoli altre alterazione metaboliche conseguenti, quali l’aumento della glicemia, l’ipertensione, e una sequela di manifestazioni cliniche quali ansia, insonnia, depressione, disturbi digestivi, cefalea, palpitazioni, dolori muscolari, diminuzione di memoria e concentrazione.

Poiché l’atteggiamento mentale riveste un ruolo di primo piano nel riuscire ad invertire la sequela di effetti dannosi derivati da uno stress prolungato nel tempo, oltre che esserne molto spesso la causa principale, sarebbe un’ottima strategia quella di iniziare ad adottare costantemente delle pratiche di rilassamento e meditazione. Bisognerebbe altresì rispettare i ritmi dell’organismo in relazione ai cicli della natura, poiché l’essere umano è programmato, attraverso dei veri e propri orologi biologici, per vivere in sincronia con l’alternarsi del giorno e della notte e delle stagioni.

Ad esempio la concentrazione di cortisolo nel sangue normalmente è bassissima durante la notte, mentre aumenta verso le quattro del mattino, in previsione del risveglio, creando un ritmo che varia nelle ventiquattro ore. In aggiunta a questo, da un punto di vista dei ritmi del corpo, riposare d’estate è un’aberrazione dell’uomo moderno che vive sfasato rispetto ai cicli della natura: la sua fisiologia per migliaia di anni si è  adattata ad una intensa attività estiva dettata dai ritmi agricoli, seguita da un riposo invernale, quando il corpo risulta più fragile e quindi più bisognoso di attenzione e riposo.

Non possiamo dimenticare inoltre il ruolo importantissimo che dovrebbe avere l’alimentazione per supportare al meglio l’organismo nei confronti dello stress, come ad esempio il maggior consumo di cereali integrali, ortaggi a foglia verde, mandorle ricchi di magnesio e il maggior consumo in generale di verdure e frutta ricchi di antiossidanti utili a contrastare l’invecchiamento precoce conseguenza di uno stress prolungato.

La natura non ci lascia mai a corto di aiuti preziosi per metterci sulla giusta strada e consentirci di correggere per quanto possibile, con una grande dose di buona volontà, i nostri comportamenti errati; perciò Madre Natura ci offre dei rimedi, delle piante cosiddette “adattogene” che possiedono caratteristiche tali da aiutare l’organismo aumentandone le resistenze aspecifiche, i meccanismi difensivi e di adattamento e perciò da sostenerlo nei casi in cui lo stress si prolunghi nel tempo. Tra queste piante troviamo il Panax Ginseng o “radice d’uomo”, l’ Eleutherococcus Senticosus o ginseng siberiano, l’ Astragalus Membranaceus, la Rhodiola rosea, il Lepidium Meyenii o Maca detta “ginseng delle Ande”o la Whitania Somnifera, derivata dalla medicina ayurvedica.

Ogni tradizione sembra aver conosciuto e tramandato l’uso di rimedi naturali che consentissero agli uomini di adattarsi al meglio delle loro possibilità all’ambiente esterno, nonché di progredire verso una sempre maggiore armonia di corpo, mente e spirito nel cammino ineluttabile della loro evoluzione.

 

EM

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